la luna nell'acquario

fiaba autobiografica a cassetti

Chi sono

Utente: boccadorho
Nome: Miriam

Commenti recenti

boccadorho in CONTRAVVENZIONI

Categorie

luna
terra

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
09/11/2009

L'INCANTATORE DI SEDIE

In una vita passata sono stata un incantatore di sedie nel Portogallo del XV secolo.
I secoli non mi hanno cambiata molto.
postato da: boccadorho alle ore 14:16 | link | commenti
categorie: terra
14/10/2009

LA LUNA CLANDESTINA

Documenti.

Permesso di soggiorno.

Sempre la stessa storia, ogni volta che la Luna si presentava ad un colloquio per un lavoro, dal medico, ad un ufficio per una casa, sempre le stesse identiche parole.

Documenti.

Permesso di soggiorno.

E lei a ripetere, sono la Luna, non ho documenti, ma ve lo posso provare che sono la Luna.

E giù racconti sulle cose passate, fin anche cose intime e private che solo un occhio discreto dal cielo poteva vedere.

Ed era curioso osservare come quei racconti si fermassero all’alba, che oltre non poteva guardare, che c’era il giorno e il sole e lei doveva ritirarsi, così erano racconti a singhiozzo.

Ma erano solo racconti, parole nell’aria e lì servivano i fatti e le carte giuste e non bastava insistere, non era il caso di insistere, ecco l’avevo detto io che era meglio non insistere.

 

La Luna è stata trattenuta alla caserma di carabinieri di N++++  in attesa di indagini sul suo conto.

I tratti somatici, la carnagione chiara e i capelli biondi suggeriscono la provenienza dal nord, nord-est Europa, ma il suo perfetto italiano sconcerta il commissario.

Non può essere un’immigrata clandestina.

Le affermazioni stravaganti della donna portano il maresciallo a pensare che costei avesse dei problemi mentali.

Deve essere solo una povera matta sfuggita alla famiglia, che si è persa per la cittadina e ora la staranno sicuramente cercando.

 

-         “Allora Signora, ci ripeta con calma la sua storia, siamo qui per aiutarla.”

-         “Sono la Luna e voglio solo trovare un lavoro onesto e una casa, anche piccola, non ho grosse pretese.”

-         “Allora Signora Luna, ci sa dare il recapito di un famigliare, un numero di telefono, così proviamo a risolvere questa situazione.”

-         “Parenti non ne ho.”

-         “Almeno ci dia il recapito del suo indirizzo precedente.”

-         “Precedente?”

-         “Dove abitava prima?”

-         “In cielo, e dove se no?”

-         “La prego di non scherzare!”

-         “Provi a guardare in cielo stanotte, e mi dica se vede il disco lunare, se non c’è avrà la prova che la Luna è scesa sulla terra e che è qui dinanzi a lei e rispondere ad assurde domande.”

 

Il maresciallo era sempre più sconcertato. Da sempre intimidito da certa sicurezza nelle donne, tutti i suoi anni da carabiniere e da maresciallo poi non gli bastavano a fronteggiare lo sguardo di quella donna stravagante e tremendamente affascinate. Non riusciva a non credere che quelle parole fossero la verità, ma come poteva essere?

Così il maresciallo evitava gli sguardi della donna e lei gli prese a raccontare una storia.*

Da principio si sarebbe detto solo una follia nella follia, ma a quella storia il maresciallo cambiò espressione. Cambiò più volte espressione.

Prima si spazientì, infastidito da quel divagare continuo, lui che era uomo di poche parole, uomo di fatti e non di chiacchiere.

Poi si fermò, nel senso che fermò ogni parte del suo corpo, ogni suo muscolo si contrasse. Le dita impietrite, il volto di marmo. Anche le palpebre smisero di chiudersi. Ma la sua espressione non era ancora compita, piuttosto sospesa.

Il maresciallo stava ascoltando con molta, molta attenzione.

A questo punto, e solo a questo punto, impallidì e balbettò qualcosa di incomprensibile.

Infine si scrollò tutto di dosso e con gran serietà concluse in con una battuta che pareva presa pari pari da un poliziesco di serie B:

 

-         “Come è venuta in possesso di queste informazioni così private sul mio conto? Chi è lei? Una spia? Per chi lavora?”

 

La Luna non rispose, ma capì che il suo racconto aveva peggiorato la situazione. Eppure lei pensava di far bene. Nessuno conosceva quella vecchia bravata del maresciallo (cioè quando il maresciallo non era ancora tale, ma solo un ragazzo), così quella poteva essere la prova che lei non stesse mentendo, che lei era davvero la Luna. Nei film questo sistema funziona sempre, ma nella realtà aveva poco successo, da come stava sperimentando.

Dal canto suo il maresciallo le spie le aveva viste solo nei film, che nella sua cittadina non ne erano mai capitate o almeno non avevano avuto nulla a che spartire con il maresciallo dei carabinieri. Così da un lato si lusingò di suscitare  tanto interessamento da parte di chissà quale società segreta, dall’altra faceva di tutto per non mostrare queste emozioni, così fini per non mostrare nessuna emozione.

 

La situazione si concluse così: la Luna fu trattenuta in caserma per ulteriori indagini sul suo conto e ci rimase per una ventina di giorni, senza che le forze dell’ordine, ormai mobilitate in toto, compreso qualche sezione segretissima, ne venissero a capo.

Intanto la Luna passava i giorni in una cella super sorvegliata.

La Luna divenne piena e poi metà, finché nei giorni di luna nuova non scomparve del tutto.

Era questa delle fasi una cosa che la Luna non aveva ancora imparato a gestire, ma che in quel caso le fu molto utile, perché invisibile come era diventata non le fu difficile fuggire da una cella che ormai tutti vedevano vuota.

E fu così che la Luna uscì indenne da questa prima avventura terrestre. Quanto aveva imparato le servì di lezione per il futuro, e non rivelò più a nessuno la sua vera  identità.

 

 

* Per motivi di privacy ci riserviamo di non pubblicare il racconto.

postato da: boccadorho alle ore 20:37 | link | commenti
categorie: luna

CONTRAVVENZIONI



CONTRAVVENZIONI

Sto sognando contromano.














postato da: boccadorho alle ore 16:09 | link | commenti (1)
categorie: terra
10/08/2009

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

Stanotte avevo nostalgia di te, di noi così ti ho cercato su google.
Ho scritto il tuo nome e cognome il mio nome e cognome e ho trovato, sai cosa ho trovato?
Fiori gialli, sushi bar napoli, il libraio delle stelle.
Che dici va bene?
E' lì che siamo noi?
Io dico di sì.

Ma non dirlo a nessuno.

postato da: boccadorho alle ore 14:24 | link | commenti
categorie: terra
02/06/2009

LA DOPPIA VITA DI VERONICA

"... ed io me n'andrò zitta / tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto."

(Eugenio Montale)

postato da: boccadorho alle ore 11:33 | link | commenti (6)
categorie:
11/05/2009

LA STORIA DELLA LUNA NELL'ACQUARIO (seconda parte)

angelomazzoleni4 dipinto di Angelo Mazzoleni

.

.

C’era la Luna, la Terra e il Sole, c’era il cielo e il mare, il vento e la neve e gli alberi e i deserti e i grattacieli.

C’erano tante cose, ma non per me, che ero senza memoria, senza forze e senza presente.

Passavo i giorni ad occhi chiusi. Forse dormivo, forse sognavo, forse morivo.

Non lo so dire.

So solo che un giorno ho riaperto gli occhi e intorno a me il mare e da quel momento per mesi ho vissuto su un’isola.

Pensavo fosse una di quelle piccole isole che la cartografia ufficiale descrive appena con un puntino, e il mare poteva essere un qualsiasi mare, magari un oceano, a guardarli da una certa angolazione si somigliano un po’ tutti.

Solo molto tempo dopo, quando non ero più sull’isola, avrei scoperto che il mare tutt’intorno a me aveva un nome poco familiare (almeno per i marinai), mare tranquillitatis (mare della tranquillità).

Ero sulla Luna.

La Luna mi aveva accolto nel suo mare e mi curava, mi nutriva, mi cullava con canti e racconti, ma non mi rivelava mai le coordinate della mia posizione e questo era il suo segreto.

Nuda e senza pensieri vivevo sospesa, senza peso e dimensione.

Non avevo nulla e mi bastava.

Il tempo passava e io riacquistavo pian piano la memoria e il peso terrestre, tanto che un giorno la Luna capì che presto avrei dovuto lasciare lei e la sua isola.

La Luna voleva tenermi con sé e ogni giorno rubava il mio peso per non farmi precipitare sulla Terra.

Con questo stratagemma la mia permanenza si prolungava, ma non poteva durare per sempre.

Quello che accadde però neanche la Luna lo poteva prevedere.

La Luna aveva rubato così tanto del mio peso da diventare pesante quanto me e nel momento esatto in cui questo avvenne scivolammo insieme a metà strada tra Cielo e Terra, in una sorta di limbo.

E in quel limbo, prima di cadere definitivamente sulla Terra, io e la Luna ci siamo avvicinate e poi scontrate e allontanate. E sono stata io a cacciarla lontano da me.

Poco dopo ho ritrovato il mio posto sulla Terra, nella mia città, nella mia casa, nella mia vita e tutto è stato come sempre, quasi non ci fosse stata nessuna interruzione.

In cielo mancava la Luna e le notti non avevano più la sua luce, ma con tutti i fari e i lampioni che ci sono in città nessuno ci faceva caso.

Intanto la Luna era scesa anche lei sulla Terra, finalmente era sulla Terra, finalmente dopo tanti tentavi questa volta senza prevederlo ci era riuscita.

Ed era contenta e siccome non sapeva quanto sarebbe durato questo viaggio non perse tempo e cominciò la storia della Luna sulla Terra (senza l’acquario).

postato da: boccadorho alle ore 00:16 | link | commenti (3)
categorie: luna
16/04/2009

IL GIARDINO SEGRETO

 albero 

Un albero che cresce non fa rumore.

postato da: boccadorho alle ore 13:06 | link | commenti (2)
categorie: terra
07/04/2009

L'UOMO DELLA SABBIA

dreamwp1_1024 

 

Ho incontrato l’uomo della sabbia.

L’ho avvicinato, ma lui è schivo e l’ho perso più volte prima di riuscire a guardarlo un po’ più da vicino.

L’ho osservato.

Di lui capivo solo che nascondeva qualcosa e non ho saputo resistere alla tentazione di conoscere lui e i suoi segreti.

Così la mattina mi svegliavo e dividevo la mia giornata in piccoli pezzi e poi decidevo quanto del mio tempo andava speso con lui.

Era una operazione di precisione, come pesare i carati di un diamante.

Niente di personale.

Niente da perdere.

Niente da guadagnare.

Solo un gioco in cui non c’è altro scopo che giocare.

E si giocava e io ero il gatto e lui il topo.

E io mi avvicinavo e lui si allontanava.

Nulla di personale finche l’uomo non ha smesso di scappare e si è precipitato nella trappola che lui stesso aveva costruito.

E io?

Io ho dovuto catturarlo: è questo che fa il gatto!

Così è capitato che ho conosciuto l’uomo della sabbia, e ancora continuo, perché c’è tanto nei suoi segreti.

Ora mi alzo la mattina e divido la giornata in due parti: il tempo che passo con lui e il tempo che passo senza di lui.

E faccio il possibile perché la prima di queste parti sia più grande della seconda.

Sono certi piccoli prodigi che mi fanno desiderare sempre nuovi incontri.

Da quando mi addormento tra le sue braccia i miei sogni sono così vividi da confonderli e mescolarli con la realtà.

Non ho più una notte senza sogni.

Ogni volta che lo stringo a me e chiudo gli occhi mi accade una cosa: vedo un luogo.

Uno scorcio, un panorama o un pezzo di città, una casa.

Mi sono familiari: sono i luoghi della mia vita.

Un luogo diverso ogni volta, ma ogni luogo con le stesse caratteristiche: immobile, silente e vuoto.

Vuoto di gente, come a scattare una foto alle due del pomeriggio, quando sono tutti a casa a mangiare.

Ho conosciuto l’uomo della sabbia.

 


SANDMANN racconto di E. T. A. Hoffmann

SANDMAN fumetto di Neil Gaiman

SANDEMAN porto portoghese

postato da: boccadorho alle ore 12:12 | link | commenti (2)
categorie: terra
06/04/2009

L'ISOLA DELL'ANGELO CADUTO

beauty 

A volte penso sia stata la luna a partorirmi
tra spasmi di cosce pallide sapientemente allargate
tra le stelle proprio in alto.
Così appesa sopra un concerto di David Bowie lei
si apriva lasciandomi cadere.

Io sono Demon e la luna è mia madre.

(Isabella Santacroce)

postato da: boccadorho alle ore 13:56 | link | commenti (1)
categorie: terra
12/03/2009

LA LUNA SULLA TERRA

koudelka_child

(foto di J. Koudelka)

 

Io vengo dal buio.

Nero senza tempo e dimensione, senza nome, confine, ombra e gravità.

Non ci sono parole. Solo silenzi nel mio universo.

Il prima, il dopo perdono la reciproca distinzione, si confondono l’uno con l’altro, si equivalgono nei pensieri, pochi pensieri, della mia mente.

Nero, buio, sonno, veglia senza respiro: tutto uguale.

Occhi chiusi, occhi aperti: tutto uguale.

Mare, abisso, cielo, suolo: tutt’uno.

Io vengo dal buio e sono straniera in questo mondo di luce e di ombra.

Non riesco a camminare con la gravità ai piedi.

Tutto è nuovo per me, ma il concetto che più di tutti fatico a comprendere è l’ostinata distinzione che c’è in questo mondo tra il tutto e l’uno.

Non so.

Io vengo dal buio infinito e sono la luna.
postato da: boccadorho alle ore 13:53 | link | commenti
categorie: luna